Two Point 2014: Earth Art

Artist Shift Camp project  by Chen Mei Yuan

La danza della natura e dei colori nel giardino dei cachi a casa di Mei Yuan

Chiacchierata informale nel giardino del filosofo

 

“Amo la natura; l’ho sempre amata fin da piccola.

E’ Bellezza e Sacralità: è la mia fonte di

ispirazione e di gioia.

Immergermi nel silenzio della natura

mi dà calma e serenità.

Con la mia performance voglio esaltarla

e lanciare un invito a rispettarla.”

 

Il giardino dei cachi in rosso, tecnica mista su tela, 100x150, 2014Il giardino dei cachi in rosso

tecnica mista su tela, 100×150, 2014

In questo quadro con lo sfondo rosso ho messo delle carte di giornali per creare movimento e vivacizzare le sfumature e anche per creare un punto di centralità. Con le applicazioni ho creato l’uva, i cachi e le mele; ho usato vetrini, catarifrangenti, alcuni pezzi di cinturini di orologio colorati con pittura ad olio ed ancora altri materiali. Oltre a rappresentare la natura della campagna in questo quadro ho dipinto anche i gatti che giocano a Rugby. Ho inserito quattro putti-spirito a rappresentare il silenzio e il suono della natura con le sue vibrazioni.

 

Il giardino dei cachi in verde, tecnica mista su tela,100x150, 2015Il giardino dei cachi in verde

tecnica mista su tela, 100×150, 2014

In questo quadro ho rappresentato la natura di casa dalla Mei in colore verde smeraldo – giada.

Il verde smeraldo a me piace ed è un colore che mi rilassa. In questo quadro ho inserito le carte dei giornali sullo sfondo per creare movimento e sfumature e poi ho steso il colore. Ho così creato anche un punto di centralità.

Ho giocato con le diverse sfumature di verde; ho usato vetrini e vetri di Murano, il mosaico, le murrine e la carta lucente che conteneva la mia collana.

Ho inserito anche le carte delle bustine del tè. Non ho creato forme perchè ho preferito farlo astratto.

 

 

montaggio 2La mia performance – 30.09.2014

“Ho pensato di camminare nel verde a casa di Mei immersa nella natura accompagnata dai suoni del vento, delle foglie e del ruscello. Mi piacerebbe fare la performance in parte con il mio vestito rosso scuro e in parte un con il mio vestito azzurro e far danzare i colori della mia pittura. (Mi potrei andare a cambiare in bagno in modo che nessuno mi disturbi e mentre mi cambio c’è una pausa.) Sia il rosso che l’azzurro per me rappresentano la vivacità dei colori, ripropongo la mia pittura danzante in performance. Il rosso, che è complementare ai campi verdi rappresenta il sangue e la carne che abbiamo noi esseri umani e anche gli animali, l’amore e la passione. Lo vediamo nella natura nelle rose e nei melograni. L’azzurro rappresenta il cielo ed è simile come colore alla campagna verde. Io userò delle sciarpe in seta rosse, arancione, azzurro, viola però poi sceglierò e impiegherò ciò che ritengo. Durante la mia performance indosserò le mie collane e i miei gioielli; camminerò con il mio vestito nei campi di Mei (un po’ con il vestito rosso e un po’ con il vestito azzurro). Porterò con me due tre sciarpe di seta (però ho paura che i gatti di Mei me le rovinino). Forse durante questa performance mi terrò solo una sciarpa addosso e i miei gioielli. Potrei accarezzare e prendere in mano la frutta, i fiori e le foglie dei campi di Mei. Potrei aggiungere oggetti belli esteticamente, ma di poco valore. Non so se metterei la musica di chitarra di mio fratello e di Amerigo: forse preferisco la musica naturale del vento e degli uccelli, piuttosto che la musica degli umani, perché la presenza della gente mi mette ansia con i suoi problemi.

Indosserò le mie collane colorate per adornarmi come la natura si inghirlanda.

Mi piace fare questa performance per richiamare la Primavera di Botticelli, però anche per avere il mio corpo in diretto contatto con la natura (ma non mi piace esibirmi nuda).

Forse non è buona l’idea di interrompere per il cambio d’abito.

Un’idea potrebbe essere anche quella di indossare un costume a due pezzi sotto il vestito in modo di non dovermi ritirare per sostituirlo con quello azzurro; poi fare pausa soltanto per il cambio di gioielli (anche se in realtà mi servono i miei tempi per rimetterli in ordine).

Mi piacerebbe anche farmi prestare da Mei dei giocattoli dei suoi figli perchè la natura è innocenza e anche degli oggetti che usano adesso. Li prendo a prestito per rendere viva la mia performance, ma vorrei non complicarla troppo; lo sfondo deve essere il campo verdi di Mei con gli alberi, i frutti, il ruscello e il cielo.

Vorrei trovare una maniera di non sporcare i miei vestiti, le sciarpe e i gioielli; forse mi faccio prestare un paio di stivali per camminare in mezzo ai campi. Quando sono nel prato me li tolgo per camminare a piedi nudi per avere il diretto contatto con la terra. Voglio raccogliere i cachi di Mei; magari raccolgo da terra quelli già caduti, mi avvicinerò anche alle viti d’uva e come sempre osserverò il verde e il giallo che con l’arrivo dell’autunno comincia a diventare rosso.

Mi avvicinerò anche alle rose pur se in questo momento ce ne sono poche vista la stagione. Nella mia performance, potrebbero esserci anche i gatti di Mei che giocano tra di loro ma è meglio tenere lontane le mie sciarpe di seta, i miei vestiti di seta e i miei oggetti preziosi.

Il giallo arancio nelle mie sciarpe rappresenta il colore del sole, l’azzurro il colore del cielo e del mare, il viola delle mie sciarpe può rappresentare la notte stellata.

La collana con croci che indosserò è un simbolo di pace e di sacralità, di Cristo crocifisso che redime l’uomo dal male e che è la nostra salvezza. I giocattoli e gli altri oggetti che mi piacerebbe farmi prestare dai figli di Mei rappresentano il mondo colorato, allegro e innocente del bambino.

C’è un rugbista vicino a Mei che vive con la sua famiglia; potrei forse farmi prestare la sua palla da rugby o portarne una che già ho nel mio atelier e usare anche quella come oggetto simbolo.

Il gioco anche se competitivo ha sempre rappresentato – come ho sentito affermare durante il seminario tenuto dal filosofo prof. Di Chiara – tra i popoli dell’Antica Grecia un momento di pausa di pace anche tra le città-stato in lotta tra loro. Potrebbe essere divertente l’idea di fare giocare con la palla da rugby i gatti o il mio cane per un linguaggio ludico comune.

Ho rappresentato il gioco del rugby con le mie pitture in alcune mie opere, perchè le regole e la filosofia del rugby sono l’amicizia e la fratellanza che devono regnare finita la competizione.

Questa performance è un po’ simile a quella che ho fatto a San Servolo due anni fa – “La pittura che danza” – e a quella che ho fatto in Croazia quest’estate.”

 

Musica tratta dalla produzione discografica European Songs – Trevigi Guitar Trio

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